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Trekking nel Garda Trentino

Il Garda Trentino mi ha emozionato: paesaggi a picco su un lago, che però sembra un mare, natura, montagne e animali selvatici.
Ho girato tra rifugi e ristoranti e mi sono sentita sempre coccolata e a contatto con il territorio.
Ero con Simona Scacheri di Fringe in Travel e Chiara Carolei di Con un Viaggio nella Testa e insieme abbiamo goduto delle bellezze che circondano la punta più a Nord del Lago di Garda.
Di seguito racconto il mio itinerario, della durata di 4 giorni, partendo da Riva del Garda e dal sentiero del Ponale, uno dei più famosi del Garda Trentino.

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Fase di pianificazione itinerario

Come arrivare a Riva del Garda

Io e le mie compagne di viaggio siamo arrivate a Riva del Garda con metodi differenti, loro in treno e io in macchina. Ho preso questa scelta perchè da Varese era la soluzione migliore, tuttavia la zona è facilmente raggiungibile anche in treno: la stazione ferroviaria più vicina a Riva del Garda è quella di Rovereto. Da qui a Riva del Garda l’autobus impiega poco meno di 1h.

Dove dormire

Noi abbiamo optato per i rifugi di cui vi parlerò di seguito. Ci siamo trovati in tutti molto bene e io in uno in particolare ho lasciato il cuore. La zona del Garda Trentino è molto curata e consiglio questa zona agli appassionati di qualsiasi sport all’aria aperta.

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Giorno 1: arrivo a Riva del Garda e sentiero del Ponale

Riva del Garda è un comune di quasi 20.000 abitanti nella Provincia di Trento che si affaccia sulla sponda nord del Lago di Garda ed è una meta rinomata in tutta Italia.

Cosa fare a Riva del Garda

Riva del Garda è circondata da montagne e scogliere ed è facile intuire come la località sia particolarmente amata dagli sportivi e dagli escursionisti. Di seguito alcuni esempi delle attività che potete fare:


– Visitare il Museo Alto Garda (MAG)
– Visitare il Bastione
– Fare un giro sulla torre Apponale
– Sport acquatici sul Lago di Garda
– Trekking
– Ferrate (mi raccomando il kit e il caschetto)
Percorrere il sentiero del Ponale a piedi o in bicicletta (quello che ho fatto io)

La strada è stata costruita nel 1800 e oggi collega Riva del Garda alla valle di Ledro ed è molto panoramica, ma adatta a tutti, anche a chi come me soffre di vertigini. Il panorama sul Lago di Garda è impagabile e il percorso è riservato ai pedoni e alle mountain bike.

Attenzione! È possibile che cadano dei sassi e per questo motivo il percorso è consigliato agli escursionisti esperti, nonostante non presenti alcuna difficoltà alpinistica.

Dove dormire a Riva del Garda
Hotel “my Lago”

Dove mangiare a Riva del Garda
Ristorante “L’ora”

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Giorno 2: trekking in Val di Ledro sul sentiero delle creste

Partendo dalla Malga Trat, in compagnia di Veronica, un’accompagnatrice di media montagna, abbiamo camminato per circa 6 ore superando il lago di Ledro, la Boca di Caret e la Bocca di Saval, per arrivare ad un’altezza di quasi 2.000 mt. slm.

Nel corso della giornata abbiamo toccato la cima di Parì, proseguendo poi in cresta e arrivando infine al rifugio Nino Pernici, nel quale abbiamo passato la notte. Il rifugio è gestito da due giovani fratelli davvero in gamba, mi sono trovata benissimo ed è un luogo che trasuda passione e amore per la montagna. Vi consiglio vivamente di andare a trovarli.

Milioni di anni fa, durante l’era glaciale, in quest’area il ghiaccio aveva uno spessore di oltre 1.000 metri e ha dato alle montagne la forma odierna; oggi il ghiaccio non c’è più e gli orsi e i lupi sono tornati a popolare la zona, contribuendo a renderla ancora più bella dal punto di vista naturalistico.
Lungo la strada si fa anche un breve ripasso di storia siccome si attraversano delle vecchie trincee austro-ungariche, nelle quali è possibile visitare anche i vecchi depositi di armi.

Il trekking che attraversa la Valle di Ledro non è difficile, ma presenta alcuni tratti leggermente esposti in cresta e richiede un minimo di preparazione fisica. È un percorso adatto a tutti, e permette di prendere confidenza con l’ambiente montano, senza correre particolari rischi.

Dove dormire e mangiare nella Val di Ledro: rifugio Nino Pernici
Qui oltre al cuore ho lasciato il palato: nel caso la troviate nel menù dovete assolutamente provare la polenta di patate.

Giorno 3: Canale di Tenno e lago di Tenno

Il terzo giorno abbiamo raggiunto il borgo medioevale di Tenno, un borgo ben conservato e tra i 100 più belli d’Italia. In questo paesino si torna indietro nel tempo e ogni angolo è una scoperta, soprattutto per le persone curiose come la sottoscritta.

Vicino al borgo c’è l’omonimo lago, il Lago di Tenno appunto, che è uno degli specchi d’acqua tra i più puliti delle Alpi ed è balneabile nel periodo estivo.
Il lago si è formato circa 1000 anni fa in seguito ad una frana caduta da Cima Salti, che bloccò il corso del “Rio Secco”.

Il sentiero 406-A ci ha portato al rifugio San Pietro, un rifugio più turistico del rifugio Pernici, ma accogliente e confortevole, dove abbiamo passato la notte. Gli animali sono i benvenuti <3

Dove dormire: rifugio San Pietro

Dove mangiare: Agritur Calvola

L’agriturismo è un posto rilassante e tranquillo, con una magnifica vista sul Lago di Garda e sulla vallata circostante.
Tutto il cibo offerto è di auto-produzione. Abbiamo mangiato il pane di molche, fatto con gli scarti delle produzione dell’olio d’oliva, pasta con i funghi e gnocchetti ai frutti di bosco.
Con le molche in questa zona si fa anche un sugo ottimo da abbinare alla pasta: una vera delizia!

Partendo dall’Agritur un’escursione che vi consiglio, nel caso vogliate raggiungere una meta degna di nota, è quella al Monte Misone, dal quale si gode di una delle migliori viste sul Garda Trentino e sulle cime circostanti.

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Il meraviglioso Lago di Tenno

Giorno 4: Cascata del Varone e rientro a Riva del Garda

L’ultimo giorno siamo rientrati a Riva del Garda, passando dal castello di Tenno e dalla chiesa romanica di San Lorenzo.

Durante il ritorno ci siamo fermate alla Cascata del Varone, all’interno del parco Grotta Varone.  Queste cascate sono molto particolari perché si trovano nel sottosuolo e a causa della loro conformazione sono una vera rarità geologica.

Una curiosità: ricevono l’acqua direttamente dal lago di Tenno.

Prima di darvi appuntamento alla prossima avventura vi voglio dire che In Trentino il CAI (club alpino italiano) è sostituito dalla SAT (società alpinisti tridentini) e i tempi che sono indicati sulla segnaletica dei sentieri sono decisamente ottimistici; noi non siamo mai riuscite a rispettarli, nonostante fossimo ben allenate e abituate a questa tipologia di escursioni. Credo però che il problema sia mio: devo farne ancora di passi avanti! 😀

Ci vediamo al prossimo trekking!

Qui il video di tutta l’esperienza
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Escursione guidata – Lascia la poltrona… escursiona in Valle Antrona!