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Il Cammino di Santiago: cosa c’è da sapere

Ero restia a parlare ancora de il Cammino di Santiago perché c’è fin troppo in rete e tante persone ne hanno fatto un business, ma ho capito che serve un po’ di chiarezza e che ogni condivisione può arricchire l’esperienza di qualcun altro.

Inauguro quindi una serie di articoli che cercheranno di rispondere alle domande più frequenti che mi sono state poste e a quelli che erano i miei stessi dubbi prima della partenza.

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Conta solo il cammino, perché solo lui è duraturo e non lo scopo, che risulta essere soltanto l’illusione del viaggio.

Antoine de Saint-Exupery

Dall’uscita dei miei video sul Cammino di Santiago ricevo ogni giorno bellissime mail che mi fanno sentire affetto, trasporto emotivo… ma da cui traspare anche tanto smarrimento. Ci sono passata e posso capire che cosa significa partire soli, fuori dall’Italia e con solo uno zaino da tenere come casa e compagno di avventura per oltre un mese.

Il miglior consiglio che mi sento di dare resta sempre il solito: parti. E’ normale riempirsi la testa di preoccupazioni prima di partire, siamo umani e non macchine e in quanto tali abbiamo paura, ma vedrai che già il primo giorno entrerà in gioco un’emozione diversa. Fallo ora perché a volte i dopo diventano mai.

Iniziamo!

PERCHE’ IL CAMMINO FRANCESE

Quando mi sono trovata a dover scegliere tra la Via Francigena in patria, e Santiago con terra e lingua diversa, ho scelto la via che sembrava più complicata per un motivo preciso. Il Francese è il cammino per eccellenza.
Da sempre il più battuto e soprattutto negli ultimi 30 anni ha sviluppato la cultura del pellegrino e la gestione nei confronti dei camminatori.
Purtroppo l’Italia non è così avanzata in questo campo ed i costi si gonfiano in modo non indifferente. E’ un cammino stupendo, mi ha regalato moltissimo e per ciò che ho trovato lo rifarei altre mille volte ancora.

PARTO SOLO O IN COMPAGNIA?

Partire soli è la cosa migliore, nonché un meraviglioso regalo a sé stessi.
Nel cammino riscoprirai la bellezza delle persone e incontrerai gente unica, con storie molto intense alle spalle.

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QUANTI KM AL GIORNO?

Più cammini e più sarai in grado di affrontare tappe lunghe. Può succedere che un giorno stai fermo ed il giorno dopo fai 40 km. Non è una gara, non serve più di tanto essere allenati perché comunque nessun allenamento può preparare il fisico a tutti quei km ogni singolo giorno. Ascolta il tuo corpo ed il tuo ritmo, già questo è un insegnamento del cammino.

Un errore tipico, che io stessa ho fatto, è farsi trasportare dall’entusiasmo ed esagerare con i km nelle prime tappe. E’ meglio accorciare i primi giorni e allungare dopo, ho visto diverse persone abbandonare prima della metà per problemi. Capirai tra dolori e sorrisi che la meta non è Santiago, non serve affaticarsi troppo e rischiare di non godersi ciò che si trova lungo il percorso.

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A CHE ORA MI SVEGLIO?

Presto. Già alle 6 la gente è attiva e tu non riesci a dormire, spesso le camerate sono uniche, ma alle 22 già dormi profondamente. Portati dei  tappi per le orecchie, la mattina ungi la pelle dei piedi con una buona crema (io ho usato quella di Decathlon da 4 euro e non ho avuto vesciche) e vai. La colazione la farai al primo bar aperto, che in Spagna troverai intorno alle 10.

Quello che mi è rimasto più impresso del viaggio è il sole che vedevo sorgere ogni mattina, uno spettacolo della natura come pochi altri. Non spaventarti. Tutto è sopportabile e resterà un bel ricordo.

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MI HANNO DETTO CHE SE LO FACCIO AD AGOSTO SOFFRO

Non è vero. I motivi principali tendono ad essere due: il caldo e la folla. Per quanto riguarda il caldo io soffro di più dove vivo (Lombardia), dove per via dell’umidità ci sono 30° e ne percepisco 40° soffocanti. Nel nord della Spagna, Mesetas comprese, ho trovato un caldo secco e una leggera brezza.
La maggior parte del tempo ho portato il pile, soprattutto di notte.

A casa, ad agosto, dormo tranquillamente in mutande.Ok è soggettivo, però ovviamente parti presto al mattino ed è sconsigliabile essere ancora in giro nelle ore di punta, ma questo è buon senso. In compenso ho trovato pioggia solo una mattina su 26 giorni, non male!

Per quanto riguarda la folla è un po’ troppo trafficato negli ultimi 100\150 km, ma si tratta degli ultimi e di una parte minima del viaggio.
E’ come un brusco ritorno alla realtà delle cose.

Un paio di trucchi però ci sono:

  • Evita di seguire le tappe consigliate nelle guide. Terminano tutte nelle città canoniche come Pamplona, Puente la Reina, Burgos, Santo Domingo, Najera, Logrono… A volte questo è inevitabile e magari fa piacere visitare con calma questi bellissimi posti, senza contare che hanno più alloggi e ristoranti; spesso però è meglio fermarsi prima o dopo. Esempio: Puente la Reina è tra i primi paesi incontrati e che vive, come molti altri, grazie al passaggio di pellegrini. 2 km prima troviamo Obanos, paesino piccolo, con un ostello pulito, zona tranquilla e rigenerante. Fermandosi lì per la notte, la mattina si potrà visitare Puente sgombra dalla folla, vedendola in modo autentico.
    In questo modo ci saranno tante persone sul tuo cammino ma ne vedrai poche perché tutte partite prima o dopo di te.
  • Tutti noi siamo abituati a dormire comodi, nel pulito, con ogni comfort e a tutti noi piace molto ma sul Cammino vige una sola ed importantissima regola: adattamento. Lascia ai turisti le camere d’hotel e scova ciò che fa la differenza dalle altre vacanze tipiche: gli ostelli a donativo. E’ una caratteristica assolutamente unica e ti arricchirà molto.Ci sono diversi albergues gestiti da volontari, dove non viene richiesta nessuna tariffa fissa ma solo una donazione libera. I volontari si differenziano dagli albergatori privati perché hanno fatto lo stesso tuo viaggio e vogliono restituire quanto avuto. E si nota. Questi posti non sono da 5 stelline, si può finire a dormire su un materassino da palestra e può capitare di fare la fila per la doccia, spesso l’accoglienza è direttamente proporzionale all’umore dell’hospitalero quel giorno, ma sei accolto con molta attenzione. E’ uno spettacolo vedere 50 persone di nazionalità differente preparare la cena comunitaria e bere vino tutti assieme, raccontandosi storie e cantando canzoni. Diversi di questi “pernottamenti” mi hanno smosso le emozioni! (Se poi non ti troverai altrettanto bene immagino mi fischieranno le orecchie)

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LINGUA

Con l’inglese non ci saranno problemi a fare amicizie su il Cammino di Santiago, ma tra italiani e spagnoli ci si capisce alla perfezione, tanto che loro chiamano gli italiani hermanos: fratelli.

E’ SICURO?

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C’è un forte spirito di solidarietà e condivisione e tutti sono lì per un obiettivo (si spera) comune. Quando temevo di non farcela a continuare un ragazzo mi ha portato lo zaino per diversi km, permettendomi così di continuare la mia avventura. Non lo dimenticherò MAI.

Se succede qualcosa si fermano tutti a darti una mano e lo fanno con il cuore, sacrificando parte del loro tempo, denaro e provviste. Quante volte ti è capitato per le strade della tua città? In rapporto a tanti viaggi in solitaria direi che è sicuro, ma l’occasione fa l’uomo ladro e i pazzi ci sono ovunque.
Cerca di stare comunque attento a te e alle tue cose e, qui mi riferisco soprattutto alle donne, segui il tuo istinto, sempre. Se non sei tranquilla affiancati a qualcuno e chiedi aiuto, come in qualunque altro posto.
Controlla sempre la mappa e presta attenzione alle frecce gialle per non sbagliare strada. Ovunque può essere pericoloso, anche nel parcheggio sotto casa.

Sotto consiglio di un’amica pellegrina allego qui una poesia che può aiutarti a prendere sicurezza. Per quanto riguarda la sicurezza fisica ti allego alcuni miei articoli riguardo l’attrezzatura da portare in viaggio, le medicine, l’alimentazione, l’importanza di bere e spendo due parole per le bacchette da escursionista.

Sono state fondamentali per me. Hanno scaricato grossa parte del peso e mi hanno aiutato a guarire dalla tendinite, insieme ad un tutore e a delle fasce comprate nelle farmacie del posto. Le ho comprate strada facendo per pochi soldi ma è meglio acquistarle già il primo giorno perché la traversata dei Pirenei non è semplice. Le ho comprate lì perché non si possono portare nel bagaglio a mano ma al ritorno all’aeroporto di Santiago ai pellegrini imbarcano lo zaino gratuitamente, per cui se riparti da lì torneranno a casa con te. Ne ho avuto bisogno fino a Burgos o poco oltre, poi sono diventata un razzo. 😉

Evita il bastone di legno preso nei boschi, ho provato anche quello e per quanto “faccia figo” serve a poco se non a sbilanciare e sovraccaricare una delle due parti.

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QUANTO COSTA

E’ soggettivo.
Il costo dei mezzi è quello ma lungo la via ti puoi auto gestire secondo il tuo budget. C’è chi preferisce mangiare fuori e chi comprare al supermercato, c’è chi vuole gli ostelli privati e chi i donativi, c’è chi usa lavatrice e asciugatrice e chi sapone e olio di gomito, c’è chi visita tutte le chiese a pagamento e chi si sfonda di birre, io ero tra questi ultimi.
Senza contare i millemila souvenir.

E’ SOLO UNA MODA

Può darsi.
Io la vedo in modo diverso (e ne parlo qui). Mai come in questi anni a noi italiani manca la libertà e la spensieratezza che ci ha sempre contraddistinti. E’ sbagliato avere la curiosità di vedere di persona ciò che ha reso altri pellegrini così felici? E’ sbagliato ricercare l’essenzialità delle piccole cose o cercare sé stessi, sfruttando le poche ferie a disposizione? Può essere una moda o può essere una lezione di vita, dipende dall’intenzione con la quale si parte, ho visto persone cambiare prospettive durante il cammino.

E se sei uno di quelli che dice che c’è troppa divulgazione io ti rispondo che gli antichi e primi pellegrini se avessero avuto internet sarebbero stati i primi a sfruttarlo. Non trovo sbagliato divulgare questo tipo di informazioni se sono volte a far del bene, poi si sa, è facile criticare chi le cose le fa… questa sì che è una moda tutta italiana 🙂

Invito chi ha fatto il Cammino di Santiago a condividere ulteriori consigli sotto nei commenti, così da avere un lavoro più completo possibile per chi verrà a leggere l’articolo. Io ti posso rimandare ai miei pensieri post cammino, quando mi sono trovata smarrita e depressa e ho dovuto lottare per prendere la giusta direzione nella vita. Se hai perplessità scrivimi e ricordo che i prossimi post specifici usciranno nelle prossime settimane.

C’è una cosa che più mi ha attirato quando ho deciso di compiere questi passi ed è stata la luce negli occhi di chi lo aveva già vissuto. C’è un motivo se chi lo ha fatto (non da turista) ne parla così.
Scoprilo.

LAST BUT NOT LEAST… COSA TI HA LASCIATO IL CAMMINO?

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Chilometro zero: il significato del Cammino di Santiago

  • Marco Sacchi

    Trasmetti talmente tanta umanità e simpatia che sono 3 giorni che guardo e riguardo i tuoi video scoprendo ogni volta nuove sfumature nonché stimoli per questo viaggio pedestre che affrontero’ a brevissimo. Partirò da solo il 29 di aprile e mi sono preso per me 35 giorni con l’intento di fare tutto il percorso.
    Ciao a presto e complimenti per il tuo entusiasmo.
    Marco

    • Marika
      @Marco Sacchi

      Grazie Marco, mi fa davvero piacere questo commento! È molto importante per me. Ti auguro buoni passi

  • Massimo

    Bhe come prima cosa un grazie di cuore Marika perché quando ho deciso di fare il Francese l’imput “visivo” mi è arrivato soprattutto dai tuoi video…tra pochi mesi partirò per il Portoghese e ancora mi ritrovo a sognare con le immagini del tuo canale… sarà anche una moda ma è sicuramente la moda che più mi ha fatto bene negli ultimi 47 anni😁… grazie ancora e sempre buon cammino ovunque tu sia…P.S. parlando di tappe non canoniche segnalo un posto incantevole Las Herreias, dove inizia la salita del O Cebreiro, con un albergue stupendo gestito da un ragazzo italiano e dalla compagna Spagnola…
    Massimo

    • Marika
      @Massimo

      Grazie a te Massimo per questo gentile commento e per l’utile dritta! Aspetto il tuo racconto del Portoghese 🙂 buoni passi

  • T-creation

    Bellissimo articolo, io ho vissuto 6 mesi a Logroño, città bellissima, ed era pieno di pellegrini che si fermavano a visitarla o a mangiare nella famosissima calle Laurell, dove con pochi euro si cena benissimo.
    Avrei voluto fare il cammino ma per questioni tempistiche non sono riuscita ma è nella lista delle cose da fare, quindi mi annoterò tutti i tuoi consigli, ho visto che hai affrontato lo stesso argomento sotto tanti aspetti diversi e ti faccio i miei complimenti! 🙂

    • Marika
      @T-creation

      Grazie mille. Ho cercato di mettere le mie riflessioni sul Blog nella speranza di aiutare chi è in partenza.
      Logroño la porto nel cuore ☺
      Ti auguro di riuscire prima o poi a percorrere il cammino

  • Dani

    Non so se riuscirò mai a fare questa esperienza, ma ogni volta che la sento raccontare mi affascina parecchio

    • Marika
      @Dani

      Se sarà il momento te ne accorgerai 😉 il cammino ti chiama