Cammino di Santiago: come organizzare il viaggio passo passo

/ / Consigli per iniziare, Il mio cammino verso Santiago

Dopo l’articolo generale sul Cammino di Santiago torno con un post riguardante l’organizzazione, passo passo, del viaggio.

Cammino di Santiago - My Life in Trek

Si scorge sempre il cammino migliore da seguire, ma si sceglie di percorrere solo quello a cui si è abituati.

Paulo Coelho

[CLICCA QUI PER LEGGERE LA 1 PARTE SUL CAMMINO DI SANTIAGO]

Ti racconto com’è stato per me organizzare il Cammino di Santiago.

SCELTA DEL PERIODO

Innanzi tutto ho deciso il periodo per me più consono ad intraprendere questo viaggio.
Ho valutato pro e contro delle varie stagioni:
inverno freddo, con vie alte precluse.

Autunno bello e colorato ma sempre tendente al freddino.
Primavera meravigliosa ma con alta possibilità di pioggia.
Estate calda e dalle giornate lunghe ma troppo affollata.

In ogni caso il mio capo ha deciso per me e sono partita il mese di agosto.
Lo consiglio? Assolutamente sì, ma avrei preferito giugno.
In ogni caso la scelta è soggettiva e una volta scelto il periodo la mossa seguente poteva essere solo una: prenotare il volo.

STIMA DEI GIORNI NECESSARI

Io ho percorso il Cammino Francese quindi, qualsiasi tipo di Via uno decida di percorrere è necessario informarsi un minimo sul percorso e fare una stima dei giorni necessari, valutando le proprie possibilità e i km da percorrere giornalmente.
Per il Francese ci ho messo 26 giorni macinando parecchi km, ma riuscendo a godermi comunque tutto senza farmi mancare nulla.
Così facendo però mi sono trovata a fare, a volte, anche più di 40 km quotidiani, stancandomi parecchio e prendendomi una bella tendinite i primi giorni.
Il mio consiglio è di fare tappe più brevi e godersi la gente e il posto.
30 giorni sono necessari, 34 l’ideale.

PRENOTARE I VOLI

Deciso le possibili date ho dato uno sguardo al mio fedele SkyScanner e ho prenotato andata e ritorno.

Il giorno in cui prenoto i voli è il mercoledì, non sto a spiegare qui il perché per non dilungarmi troppo (se vuoi saperlo clicca QUI) ma pare ci siano i prezzi più bassi, inoltre non lo faccio mai dallo stesso pc da cui ho fatto le ricerche.
Diciamo che le compagnie aeree sono furbette.
Io mi sono trovata bene ad atterrare a Lourdes perché per raggiungere Saint Jean Pied de Port, punto di partenza del Cammino, è molto comodo.
Subito fuori dall’aeroporto c’è la navetta taxi (condivisibile con altri pellegrini, giusto per cominciare ad entrare nello spirito) che porta direttamente alla meta senza dover prendere treni, aspettare cambi e coincidenze come da altri aeroporti.

E’ doveroso valutare tutte le possibilità e adeguarsi in base alle proprie esigenze.
Al ritorno ho preferito partire da Santiago, dove mi hanno imbarcato lo zaino gratuitamente, essendo pellegrina, così non ho dovuto buttare via le bacchette da escursionismo, che nel bagaglio a mano NON si possono tenere.
Sono atterrata in Svizzera, essendo io di Varese, perché mi è costato 60 euro rispetto ai 250 per il ritorno a Malpensa.
Li mortacci…

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Prima tappa: i Pirenei

COSA PORTARE

A questo punto bisogna equipaggiarsi nel modo giusto!
Sento già le voci di chi dice “è un pellegrinaggio, non una maratona. Non serve comprare il guardaroba nuovo!”
Nulla da obiettare, ma non prepararsi sotto questo punto di vista a mio parere è da incoscienti. 
Voglio dedicare un intero post approfondito a questo punto quindi per ora mi limito a lasciarvi altri post scritti a riguardo, che sono certa saranno altrettanto utili.

[L’EQUIPAGGIAMENTO DA ESCURSIONISTA]

[COSA PORTO A SANTIAGO DE COMPOSTELA]

Un punto voglio chiarirlo sin da ora: la parte più importante dello shopping consisterà in scarpe, calze e zaino. Il resto è superfluo.
Mi sono trovata divinamente con delle scarpe Asics da trail. 

Trovo gli scarponcini da trekking troppo pesanti e poco traspiranti per il Cammino di Santiago in estate e la mia scelta è caduta su un modello leggero, con suola resistente dal momento che la maggior parte del sentiero è sterrato e sassoso, e suola morbida in modo da ammortizzare bene ogni colpo.
Dovresti farti consigliare da chi conosce bene i prodotti che vende, per poi provare diversi modelli e successivamente rodare l’acquisto per alcuni km prima della partenza, così che non ci siano sorprese sul più bello.
Per chiunque fosse curioso lascio qui sotto il mio modello di scarpe, che non solo hanno resistito per più di 800 km e non mi hanno mai fatto avere mezza vescica, ma sono ancora perfette!
Sembrano appena uscite dal negozio e continuo ad usarle senza il minimo problema (Asics non mi paga… ma dovrebbe – n.d.r.).

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QUI  o QUI dovresti trovarle, anche se modelli simili vanno sempre bene (e provati di persona), inoltre in fondo all’articolo c’è la recensione completa alle mie scarpe.

Ultimamente è comparso nei Decathlon la scritta “consigliato per il cammino di Santiago” sotto ad alcuni modelli.
E’ ovvio che chi le consiglia non ha fatto il Cammino di Santiago, o ha fatto gli ultimi 20 km. (20, hai letto bene).
Le sconsiglio fortemente.

Per lo zaino vige la stessa regola: provarlo di persona, ma non gli ho prestato tutta l’attenzione dedicata alle scarpe.
Ne parleremo meglio in un prossimo post sul Cammino di Santiago.

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LA CREDENZIALE

Passiamo ora al reperimento della Credenziale del Pellegrino, l’unico documento che sul Cammino di Santiago non devi mai, mai, mai, e poi mai perdere.
Serve a distinguere un vero pellegrino da qualsiasi altro viaggiatore.
Lascio QUI il sito ufficiale con tutte le informazioni di reperimento.
Io ho contattato il referente della mia zona e ci siamo accordati per il rilascio, è stato più facile che farlo inviare tramite posta dalla confraternita stessa.

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E’ ormai scritto: sono fortissima! 😀

LA GUIDA

A casa mi sono divorata quella di Terre di Mezzo che è molto ben fatta, contiene tanti buoni consigli e divide il percorso in 30 tappe che puoi modificare a tuo piacimento.
La puoi acquistare cliccando QUI.

Come tutti i libri ha un certo peso e noi vogliamo essere il più leggeri possibile sul Cammino, per cui consiglio di stampare un’altra guida, davvero ben fatta, scaricabile gratuitamente QUI e che accorcia il percorso.
Ad ogni tappa lasciavo giù un foglio, continuando così ad alleggerirmi.

Capisco voler partire con le informazioni in tasca, per non trovarsi impreparati durante un viaggio così impegnativo, ma assicuro che ogni piano viene regolarmente smontato ad ogni tappa, vedrai.
E’ un tipo di viaggio che si costruisce sulla propria pelle, non può essere organizzato nei dettagli.
Un passo alla volta, un passo dopo l’altro.

Questa è una importante lezione di vita.

Nessuna preoccupazione anche se decidi, all’opposto, di partire senza guida per poi pentirti a SJPDP, perché all’ufficio del pellegrino danno una lista di tutti gli albergues aperti e una cartina con planimetria delle tappe.
Sono lì per consigliarti, quindi ascoltali bene e poni loro ogni dubbio.
Sarà il primo approccio con dei volontari meravigliosamente disponibili e rassicuranti.

QUANTI CONTANTI PORTARE

E’ soggettivo.
Il costo dei mezzi è quello ma lungo la via ci si può auto gestire secondo il proprio budget.
C’è chi preferisce mangiare fuori e chi comprare al supermercato, c’è chi vuole gli ostelli privati e chi i donativi, c’è chi usa lavatrice e asciugatrice e chi sapone e olio di gomito, c’è chi visita tutte le chiese a pagamento e chi si sfonda di birre.
Senza contare i troppi souvenir.

Ho conosciuto un ragazzo che è partito senza soldi ma con una chitarra, suonava nelle piazze e raccoglieva offerte con cui pagarsi il necessario. Tutto è possibile.

QUESTIONE INTERNET

E’ una cosa che preme molto a tutti, soprattutto se il viaggio è in solitaria.
Il mio consiglio è di sentire il tuo operatore telefonico per trovare un’eventuale offerta tariffaria che possa fare al tuo caso anche all’estero, io mi sono totalmente affidata ai numerosi WIFI che si trovano in giro (ristoranti, bar, punti di interesse, albergues…) e non sono mai stata senza linea.
A volte ci sono dei ritardi, soprattutto se l’affluenza è alta, ma dopo aver rassicurato parenti e amici sulla mia salute non avevo necessità di navigare troppo sul web.

PREPARAZIONE FISICA E PROBLEMI DI SALUTE

Ognuno di noi dovrebbe avere un minimo di coscienza del proprio corpo e del proprio stato di salute.
Soprattutto se si vuole fare il Cammino di Santiago.
Tutti conosciamo i nostri piccoli o grandi acciacchi e sappiamo cosa portare con noi in un viaggio così impegnativo.
Mi parlate spesso dei vostri problemi di salute, chiedendomi consiglio, ma io non sono medico e al di là di un parere personale non mi sento di entrare nel merito della questione, rischiando di dare informazioni sbagliate.
Sai però che ho avuto grossi problemi in passato e l’unica cosa che posso fare è dirti come li ho affrontati riportando la mia esperienza qui sotto.

[RACCONTO PERCHE’ CAMMINARE MI HA SALVATO LA VITA]

Lascio poi altri due consigli che spero possano servirti nei viaggi in generale:

[CHE MEDICINE PORTO IN VIAGGIO]

[RENDERE LE VACANZE REALMENTE ANTI STRESS]

Sulla preparazione fisica, l’allenamento da seguire, sappi che nulla potrà prepararti davvero a ciò che stai per vivere, quindi non diventarci matto.
Mi sono allenata semplicemente camminando il più possibile, al mio ritmo, con scarpe e zaino che avrei portato con me.
Sono fortunata ad avere vicino casa molte piste ciclabili di diversa lunghezza, così ho potuto variare i percorsi.
Secondo la mia esperienza consiglio vivamente di fare molte salite e molte discese ripide, meglio se su terreni sconnessi.

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Le Mesetas non fanno paura

NON HO ABBASTANZA TEMPO, FACCIO SOLO UN PEZZO DEL CAMMINO

Purtroppo è a causa di questa diffusa volontà che negli ultimi anni l’ultima parte del Cammino è diventata molto turistica, super affollata e ben lontana dal vero percorso spirituale.
Al di là delle motivazioni personali che spingono a fare questa scelta io voglio farti alcune domande:

– Davvero hai intenzione di fare 100\150 km in mezzo alla folla, ai bazar e ai butta-dentro negli ostelli?
– Vuoi camminare pieno di dolori fino a Santiago, solo perché non hai avuto abbastanza tempo per abituare il corpo alla fatica?
– Vuoi realmente rischiare di trovare gente che esce  bere come se fosse a Ibiza, e torna negli ostelli ubriaca, a far casino, senza il minimo rispetto per chi si è sparato 800 km?

Tutto questo per un pezzo di carta (Compostela) o per poter dire “ho fatto il Cammino di Santiago”?
Perché se le motivazioni sono altre allontanati da questa scelta. 
Ci sono centinaia di altri percorsi, cammini e viaggi spirituali in modo autentico e se è questo che cerchi sappi che NON lo troverai negli ultimi km verso Santiago de Compostela.
Questo si basa sulla mia esperienza personale e di chi ha compiuto il viaggio accanto a me.

PRENOTO GLI OSTELLI?

Non è necessario.
Non è una vacanza “tipica”.
E’ già tutto perfettamente organizzato per non lasciare fuori nessuno ed il bello di questo percorso sta soprattutto nell’imparare ad apprezzare la gentilezza, la condivisione, l’altruismo.
Stai tranquillo e parti sereno 😉
Sarà bellissimo uscire la mattina senza sapere dove si dormirà la sera, chi si incontrerà durante il giorno e finalmente niente sarà già stabilito da altri o pianificato per tempo.

Se vuoi leggere il prossimo articolo ti consiglio di iscriverti per ricevere una mail quando verrà pubblicato.
Se poi ti sto un pochino simpatica guarda il video che ti lascio qui sotto e iscriviti al canale!
Ci vediamo al prossimo post…

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